I nostri soldi

“E’ l’unica cosa che il Governo avrebbe potuto fare: garantire le banche”. Questa frase l’ha ripetuta diverse volte l’esperto Alessandro Amati intervistato dalla conduttrice radiofonica che sto ascoltando in questo preciso momento. Naturalmente non posso entrare più di tanto nel merito, perché non credo di avere gli elementi necessari. Posso però commentare un altro fatto, che a pelle mi sembra abbia attinenza con le decisioni del Governo.
Ho scoperto che persone ignote hanno deciso di promuovere l’uso del bancomat e delle carte di credito per effettuare i propri acquisti. Chiedo a tutti quelli che ancora guardano la televisione di farci caso.
Non lo trovate un messaggio strano in un periodo di crisi?
Mi sembra che il vero messaggio sia quello di non toccare i soldi, di lasciarli in banca. Pensate alla percentuale di persone che raccoglie l’invito e comincia a pagare la propria spesa con il bancomat. Per le banche è un significativo incremento dei capitali disponibili. I nostri soldi.
Cosa significa veramente quella pubblicità?
Chi o cosa ci guadagna se usiamo tutti il bancomat anziché pagare in contanti?
Se fossi stato io a prendere questa iniziativa, cioè a chiedere a tutti di usare il bancomat, lo avrei fatto perché ho bisogno che i soldi veri, di tutti, non facciano giri inutili fuori dalla banca. Chi è che ha bisogno di tutti questi soldi? E per fare cosa? Ma non sono nostri?
Tutti i notiziari continuano a dire che nessuna banca fallirà… Significa, sencondo me, che c’è il rischio che le banche italiane falliscano.
E i nostri soldi? Quando la nostra banca sarà fallita il nostro bancomat funzionerà ancora? Credo proprio di no.

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