Il futuro dell’energia

Quello che vedete in questa immagine si chiama Ignitor.
Ignitor è un progetto ENEA. Si tratta di un importante strumento per i ricercatori impegnati nella ricerca sull’energia nucleare. Grazie ad Ignitor gli scienziati possono osservare da vicino alcuni comportamenti fisici che si verificano in condizioni vicine a quelle del sole. L’obiettivo di questi esperimenti è quello di portare alla costruzione di un ambiente nel quale sia possibile innescare un processo di fusione nucleare.
Sul sito www.moebiusonline.eu è stato pubblicato un articolo nel quale si parla di fusione nucleare, di Ignitor e di Bruno Coppi, fisico italiano del MIT padre del progetto.
Una centrale che si basa sulla fusione nucleare, secondo le conoscenze attuali, sarebbe una centrale pulita e sicura, in grado di produrre energia elettrica inesauribile e senza inquinare. E’ un sogno, insomma.

Chi appoggia in buona fede l’idea di costruire centrali a fusione nucleare, ha in mente un futuro in cui l’intera popolazione terrestre può utilizzare energia inesauribile e non inquinante. Non ho informazioni sufficienti per immaginare quante centrali a fusione nucleare sarebbero necessarie per dare energia a tutto il pianeta, ma non è importante. La centralità della produzione di energia verrà mantenuta. Società private avranno sempre di più il controllo dell’energia, che verrà distribuita attraverso la rete elettrica. Gli interessi continueranno perciò a restare di tipo economico. Un nuovo progresso, anche in questo caso, sarà stato inseguito per fini puramente economici.


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Oggi non siamo in grado di accumulare l’energia che produciamo. Abbiamo gli accumulatori, che però non hanno rendimenti adeguati a risolvere il problema, sono limitati, sono ingombranti, dopo qualche tempo si esauriscono e il materiale di cui sono fatti è inquinante.
Produciamo tanta energia perché durante il giorno consumiamo tanta energia, ma quando spegniamo i condizionatori, le luci, i macchinari delle fabbriche, i computer in ufficio, quando il consumo di energia esce dai livelli di picco giornaliero, le centrali elettriche continuano comunque a funzionare a regime, è inevitabile. L’energia che non viene utilizzata in questi periodi di calma potrebbe essere accumulata per essere utilizzata il giorno dopo. Ma ancora non abbiamo tecnologie adeguate a tale scopo.
L’idrogeno è la risposta a questo problema. L’idrogeno è energia. La combustione dell’idrogeno con l’ossigeno produce energia e vapore acqueo, è quindi energia pulita. L’idrogeno si ricava dall’acqua e si può conservare con relativa facilità. Oggi potremmo già produrre idrogeno utilizzando l’energia della notte. L’idrogeno prodotto potrebbe essere utilizzato per far muovere i mezzi di trasporto, riducendo notevolmente l’emissione di gas serra.

L’idrogeno sarà senza dubbio protagonista nel futuro dell’energia.
Uno scenario completamente diverso sarà argomento del prossimo post. L’energia non è centralizzata. L’energia è distribuita, come è distribuita l’informazione in Internet. Collaborazione e condivisione sono parole chiave di un’idea radicalmente opposta a quella delle centrali a fusione nucleare.