Il gusto del presente


Sto girando Roma a piedi, senza alcun programma. Percorro Via Nazionale dopo aver girovagato a caso la prima mezz’ora. Via Nazionale è una strada in discesa. Cammino verso qualcosa di molto grande. Si vede da lontano. Alcune statue di cavalli sopra un tetto maestoso. Cosa sarà? Incontro numerose strade secondarie che incrociano Via Nazionale. Tutte quelle alla mia sinistra finiscono entro poche decine di metri in un grosso portone. Una via, un grosso portone. Un’altra via, un altro grosso portone. Se potessi volare per un attimo riuscirei a vedere cosa c’è da quella parte. Proseguo e mi rendo conto che tutte le vie alla mia destra sono in salita. C’è una altura nel centro di Roma? Decido di girare a destra. Percorro in salita una via e mi ritrovo in un piazzale meraviglioso. Sono di fronte al Quirinale.
Sto sentendo il gusto del presente. E’ solo il presente, tutto quello che abbiamo.
L’ingresso del palazzo è protetto da due carabinieri, due guardie che stanno immobili con la mitragliatrice puntata verso la gente e un soldato che esce dal portone ogni tanto per dare un’occhiata. Devono combinarle veramente molto grosse i frequentatori di questo palazzo, per aver bisogno di essere protetti in questo modo dai cittadini. Signor Presidente della Repubblica, che cosa combina qua dentro?
Un giorno questo palazzo sarà frequentato da persone oneste. Da quel giorno queste guardie verranno mandate a proteggere i cittadini dai criminali in giacca e cravatta, criminali da cui oggi nessun cittadino è protetto.
Comunque, smetto di sognare ad occhi aperti e riprendo il cammino verso le statue di cavalli sopra un tetto maestoso.
Roma è una città meravigliosa.