Il K80

Mi sveglio all’interno del K80, un mezzo con ruote enormi, capace di correre a 50 chilometri orari sopra i terreni più impervi. Specialmente qui è come un cavallo che supera tutti gli ostacoli, morbido nell’aria, taglia la luce dove passa e lascia incredulo il vento dietro di sé. E punta avanti a miliardi di chilometri due lune che sembrano vicinissime, una dietro l’altra, e riflettono la luce proveniente dalla parte opposta del pianeta. Sembra giorno Dan! Ma è notte, mancano 72 ore all’alba. Brilla negli occhi e affascina il pensiero ma è una luce insufficiente per la ricarica delle batterie e presto dovremo fermarci.

Abbiamo 2 ore di autonomia e dobbiamo trovare un posto sicuro dove fermarci e aspettare il giorno perché non sappiamo cosa accadrà quando salirà il sole. Gli ultimi dati che abbiamo ricevuto dalla base descrivono, seppur in modo ancora approssimativo, un pianeta ovale. E questo potrebbe significare un enorme cambiamento delle condizioni generali tra la notte e il giorno. Vox! Dobbiamo fermarci e metterci in sicurezza. Abbiamo 72 ore e solo 2 ore di autonomia del K80 a pieno regime. Meglio fermarci subito e adottare le precauzioni che possiamo escogitare nel tempo che ci rimane prima che faccia giorno.
Sono d’accordo Dan. Avviciniamoci a quell’altopiano e cerchiamo un riparo tra le rocce.

Il pianeta sembra costituito interamente da cristalli bianchi che trasportano la luce, motivo per cui le due lune appaiono così affascinanti e luminescenti. Ma la luminosità del terreno non sembra spiegabile dalla sola presenza della luce riflessa dalle lune. Sembra invece che la luminosità provenga dall’interno del pianeta, dalla luce del suo sole che lo attraversa e lo rende un corpo spaziale sempre e completamente luminoso.