Impresa senza profitto

Non mi intendo molto di economia ma credo che quella sul profitto sia una questione più culturale che economica. Il profitto è “la differenza tra il valore del prodotto venduto ed il suo costo di produzione”. I costi di produzione sono tutte le spese necessarie per realizzare il prodotto venduto. In questi costi ci sono le materie prime, l’affitto dei locali, le bollette, i macchinari, la manutenzione, gli stipendi, e tra gli stipendi c’è anche quello dell’imprenditore.
Mettiamo di essere in una località qualsiasi ad osservare l’imprenditore Rossi.
Il signor Rossi ha dato vita ad una piccola produzione di biscotti artigianali. Ha cominciato a produrre un quantitativo di prodotto sufficiente a soddisfare solo la metà delle richieste. Successivamente ha modificato la sua produzione fino a trovare la quantità media ideale. Lo stipendio del signor Rossi è commisurato alla responsabilità che ricopre nell’azienda e al tempo che dedica a questa. Lo stipendio dei 5 dipendendi è commisurato al lavoro che ciascuno di questi svolge in produzione e in amministrazione.
Il profitto di questa azienda è zero. Questo significa che tutti percepiscono regolarmente lo stipendio, Rossi compreso, e che tutti i costi esterni vengono pagati.
Se il profitto fosse negativo ci sarebbe un problema all’interno dell’azienda. Sarebbe infatti necessario abbassare i costi per livellare la situazione e ritornare ad un profitto pari a zero. Rossi potrebbe diminuire i costi abbassando un po a tutti lo stipendio e in questo caso a rimetterci sarebbero tutti i lavoratori, Rossi compreso.
Consideriamo la possibilità di abbassare gli stipendi come se fosse una risorsa aziendale. L’azienda ogni mese paga 100 per gli stipendi. Se l’azienda in via straordinaria avesse bisogno di 20, invece di 100 potrebbe pagare 80 recuperando così il 20 che gli serve. In questo senso, al di là di qualsiasi altra questione etica, la possibilità di abbassare gli stipendi per recuperare denaro può essere vista come una risorsa aziendale. Questa risorsa, però, non è infinita e raggiungerà il suo limite quando tutti i lavoratori interni ed esterni inizieranno a lavorare gratis. Ma raggiunto questo limite l’azienda andrebbe al collasso perché i lavoratori, che hanno bisogno dello stipendio, andrebbero via e l’azienda si fermerebbe.
Se il profitto fosse invece positivo ci sarebbe lo stesso identico problema, ma all’esterno dell’azienda, con le stesse dinamiche descritte nel caso opposto, perché anche le risorse extra aziendali non sono infinite. Le risorse extra aziendali sono solo più numerose, molto numerose, e per questo motivo tendiamo a considerarle infinite.
Quando il profitto è positivo qualcosa di esterno viene consumato, non c’è niente da fare. Così come si abbassano gli stipendi (risorsa interna) per far fronte ad un profitto negativo, allo stesso modo si abbassa il numero di una risorsa esterna per far fronte ad un profitto positivo.
Ecco perché credo che l’imprenditore d’avanguardia avrà successo quando riuscirà a mantenere costantemente il profitto della sua impresa a zero.