Innamorati della vita

Viviamo con l’illusione che il nostro lavoro ci rende liberi. A volte sacrifichiamo la nostra famiglia perché ci sentiamo più vivi quando siamo al lavoro e meno vivi quando siamo a casa. Abbiamo la sensazione di vivere due realtà nette, distinte, due realtà che risucchiano completamente i nostri giorni.
Mister Adams questo lo aveva capito molto bene.

“Sono stato un padre poco presente, lo so, e questo è uno dei miei torti maggiori.
Ma per quanta amarezza possa sentire per il mio comportamento nei tuoi confronti, esso non è stato il mio errore più grande.
Quando sei venuta al mondo io avevo già 40 anni ed avevo da poco assunto incarichi di grande responsabilità.
In quegli anni, il circuito bancario era in forte espansione, il capitale era in aumento.
La mia ascesa nella gerarchia finanziaria mi riservava sempre meno tempo da dedicare a tua madre.
E il tenore di vita che potevo altresì garantirle era tale che la sua riconoscenza e il suo attaccamento nei miei confronti non accennavano a diminuire.
Ma il tempo passava in fretta, io ero sempre in viaggio per concludere accordi con altri istituti di credito.
E tua madre iniziava a sentire che l’agio e il lusso che si poteva concedere non le bastavano.
Voleva che mantenessi quella promessa che ci eravamo fatti 10 anni prima, quando eravamo una giovane coppia di innamorati che volevano gustare l’esistenza nella sua pienezza: restare innamorati della vita.”

“Dammi la mano
Mi sembra che voli
Ma dove vai

Un cielo invisibile
Ricopre il tuo viso
Sei sempre più estranea

Arriva un tale
Mi offre un bicchiere
Mi scordo di te

Mi sento leggero
Arrivo ad odiarti
Ma poi mi manchi”

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ilym