La fisicità della notte

Sono pieno di lividi. Le coperte sono sporche di sangue.

Ricordo che era notte e che ero steso a terra per strada con la pelle a contatto con il freddo. Ero caduto. Ricevevo impulsi intimi e primordiali. Non avevo paura, seppur la situazione poteva apparire tragica da un’osservazione esterna. Sentivo un legame inedito con la terra e nulla avrebbe potuto rovinare l’intensità di quel momento. Però non sono un animale e sapevo che qualcuno poteva passare e poteva vedermi in quello stato, e se mi avesse visto sarebbe stato un gran casino.

Non era un animale quella vita che ascoltava la fisicità del buio e la lucidità del presente, posata sulla terra in attesa della luce del giorno. Non era un animale, era invece un essere umano fottuto, costretto ad alzarsi prima del tempo per nascondersi .