La percezione della realtà

I mezzi di informazione hanno allontanato la gente dalla realtà. La realtà è diventato tutto quello che ci raccontano i telegiornali e le trasmissioni di “approfondimento”. Non esistono più i chilometri quadrati che circondano la nostra casa, esiste il mondo intero con migliaia di intrecci politici ed economici che stanno decidendo le sorti del nostro futuro. Sono intrecci così complessi e lontani che nessuno è capace di spiegare.

Ma sono intrecci così tanto pubblicizzati da essere praticamente di dominio pubblico. E’ però un dominio pubblico cattivo, perché fa finta di appartenere alla gente ma la gente in realtà non lo conosce. La gente sa solo che quel dominio è la realtà. Tutto il resto non esiste più. Qualsiasi albero abbattuto, ruscello inquinato, palazzo costruito, qualsiasi oscenità collocata nei chilometri quadrati che circondano la nostra casa riesce sempre ad essere “spiegata” mescolandosi tra questi intrecci politici ed economici, fingendosi “realtà” grande e lontana.
Il risultato è che è possibile un potere che può agire sui vari chilometri quadrati che circondano le nostre case, nella totale indifferenza della gente. La gente è confusa senza saperlo. La realtà non è l’albero abbattuto sotto casa, la realtà è la guerra in Iraq. La realtà non è l’aria irrespirabile delle nostre città, la realtà sono gli stupri commessi da un marocchino. La realtà non è salire su un treno di pendolari e trovarsi schiacciati come su un carro bestiame, la realtà è che una grossa banca si è fusa con un’altra grossa banca.
Se tutta la gente del mondo, per chiedere che venga restituita loro la realtà, picchiasse nello stesso istante un piede a terra, il pianeta tremerebbe così tanto che i criminali – i criminali veri – che si sono impossessati del nostro futuro inizierebbero ad avere paura e piano piano comincerebbero a restituirci tutto quello che si sono presi in cinquant’anni.