Le capacità perdute

Imparare a fare quello che ci serve.
Uno degli aspetti più importanti che contribuisce a peggiorare la qualità della nostra vita e del nostro pianeta sta nel fatto che noi non siamo più capaci di procurarci quello che ci serve senza utilizzare il denaro. Il denaro sostituisce oggi l’intelligenza e il sapere di intere popolazioni.


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E’ successo qualcosa di grande nel corso di questi ultimi cento anni. Si sono presentate due grandi opportunità, il progresso e lo sviluppo. La vita sulla Terra si è così trasformata.
Una comunità può sviluppare le proprie conoscenze e progredire nei campi che consentono all’uomo di vivere sempre meglio. Vivere sempre meglio vuol dire integrarsi sempre di più con il proprio spazio e il proprio tempo. Il progresso è un processo nel quale l’uomo acquisisce nuove conoscenze e mette a punto nuove tecniche per applicarle nel quotidiano. Poi c’è lo sviluppo. Lo sviluppo è la crescita in quantità. Lo sviluppo di un popolo è la crescita delle sue ricchezze. Il progresso fa vivere meglio le persone. Lo sviluppo fa vivere meglio più persone. Meglio e più.
Un contadino capace di coltivare il grano per produrre farina ha la possibilità di mangiare pasta e pane di ottima qualità. Questo contadino mangia meglio rispetto ad un impiegato che grazie al denaro ha la possibilità di comperare la pasta prodotta da sistemi industriali. L’impiegato però può permettersi di mangiare più pasta del contadino, perché il sistema industriale si basa su teorie secondo cui le risorse sono infinite, così c’è sempre pasta e in qualsiasi quantità. Il contadino mangia meglio, ma in quantità è vincolato dalla sua capacità produttiva e da quella del proprio campo di grano. L’impiegato mangia di più, ma in qualità è vincolato da fattori di carattere economico e finanziari che dipendono dal sistema industriale.
E’ evidente che il nostro tempo ha dato priorità al “Più” tralasciando il “Meglio”. In moltissimi campi solo lo sviluppo è alla base delle scelte che riguardano la vita delle persone e del futuro. Il progresso viene in aiuto soltanto in casi eccezionali e solo dove si verifica un calo dello sviluppo oppure dove si prevede un possibile nuovo settore di sviluppo. Per questo motivo siamo ancora molto indietro nel campo della mobilità, ma siamo molto avanti nel campo delle comunicazioni, per esempio.
Il progresso viene applicato durante i processi di sviluppo del commercio, ma non viene applicato nei processi di sviluppo della società. La società è oggi una massa di persone che consuma quello che produce lo sviluppo aiutato da un poco di progresso. Ecco dove sta il punto.
Il progresso è un piccolo accessorio. Dovrebbe invece essere la base da cui viene tutto il resto. Se il progresso fosse stato sempre il punto di partenza, oggi esisterebbe forse una comunità mondiale perfettamente integrata con il pianeta ed impegnata ad occuparsi di problemi di alto livello intellettuale e artistico. Le risorse sarebbero utilizzate solo per vivere meglio, non per guadagnare di più.
Ecco perché credo che sia fondamentale che ciascuno di noi riacquisti la capacità di vivere bene senza dipendere dal denaro. Questo è l’unico modo per riaccendere la necessità di progresso finalizzato a vivere meglio. Così si potrebbe diffondere una nuova cultura di vita, l’unica che può portare ad un futuro che ieri avremmo immaginato fantascientifico mentre oggi immaginiamo catastrofico.
Imparare a fare quello che ci serve significa alimentare il progresso di tutti. Oggi il progresso è monopolio delle grandi industrie internazionali. Imparare a fare il pane, la pasta, depurare l’acqua, non sprecare l’acqua, raccogliere l’acqua, sfruttare il vento, la luce, coltivare un orto, costruire un carretto da agganciare ad una bicicletta… Tutto questo è progresso. Se in questi cento anni ciascuno di noi si fosse occupato di tutto questo, mentre alcuni illuminati scoprivano e inventavano nuove tecniche e nuove tecnologie per tutti, oggi vivremmo in un contesto molto differente.