Le parole della politica

Le parole sono importanti. A volte si usano termini impropri senza rendersene conto. Altre volte, invece, si usano termini ricercati appositamente per creare un certo effetto.


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C’è un aggettivo che ormai viene utilizzato con grande vantaggio da politici, giornalisti, banchieri, economisti e avvocati. E’ un aggettivo che consente a questi “uomini” di non tenere nascosta una verità e contemporaneamente di non confessarla.
Mi immagino che un bel giorno il politico Pinco Pallino disse al microfono di un “giornalista”:
“Guardi, io penso che i problemi reali della gente non si risolvano facendo quello che sta facendo il ministro.”
L’intervista fu mandata in onda al telegiornale della sera e venne ascoltata da un criminale della comunicazione il quale fu illuminato dal pezzetto di frase “i problemi reali della gente”.
“Ma questo qui è un genio!”, urlò correndo verso il telefono: “I problemi reali della gente! La vita reale della gente! La politica reale! L’economia reale! La finanza e l’economia reale! L’andamento del Paese e la vita reale!”… Questo criminale telefonò a persone molto in alto per chiedere una riunione di vertice nella quale avrebbe presentato una nuova strategia di comunicazione verso la gente.
Naturalmente questa è fantapolitica, anche se nel paese in cui viviamo è davvero probabile una scena di questo genere così come l’ho raccontata.
Comunque, quando ascoltate il telegiornale e sentite che il “politico” di turno intervistato sta utilizzando l’aggettivo “reale”, quasi sempre sta parlando di due cose delle quali la seconda sarebbe quella reale. Ecco, se riuscite ad intercettare le due cose del suo discorso, pensate al fatto che della prima, il politico, intendeva dire che è finta (anche se non lo ha detto).
Quello che viene fuori è davvero sconcertante.
Fatemi sapere!