Spegnere la televisione

Quando si è a casa con la propria famiglia possono accadere cose meravigliose. Si può dire una cosa spiritosa, si può notare un atteggiamento, si può essere tristi insieme per qualcosa, oppure felici, ci si può guardare negli occhi senza dire nulla, oppure parlare di continuo. Si può raccontare un fatto, oppure immaginarsi insieme come sarebbe la propria vita se si abitasse in una casa al mare, o in una casa in montagna, o in una città.

Potrebbero accadere cose meravigliose, se solo alzassimo la testa per pochi giorni. Siediti come al solito sul divano per guardare la televisione “insieme” alla tua famiglia. Ma invece di guardare la televisione, guarda di nascosto la tua famiglia, per tutta la sera. Vedrai una cosa orribile. Vedrai la tua famiglia immobile a fissare in silenzio un oggetto. Vedrai la tua famiglia ipnotizzata. Vedrai persone spente, morte.
La televisione ruba a tutti noi il tempo più prezioso della giornata. Quel tempo che consentirebbe ad una popolazione di sviluppare l’intelligenza e la convivenza. La televisione mantiene la società in un costante stato di ipnosi. Così la società prende col tempo una direzione che non avrebbe preso altrimenti: la direzione dei consumi a tutto campo anziché la direzione del progresso a tutto campo.
La società è impegnata a consumare. La società non scopre più. Le “nuove” invenzioni di una società in stato di ipnosi servono per sviluppare ulteriormente l’economia, non per far progredire la società stessa. Il progresso della società sarebbe infatti la probabile causa di un tracollo di molti degli attuali filoni economici, come il petrolio e l’energia, per far posto a nuove tecnologie, nuove economie, nuovi approcci più moderni, più da “futuro” come ce lo si immagina quando si è bambini. Siamo capaci di modificare geneticamente il mais, ma non siamo ancora capaci di conservare davvero l’energia elettrica. Siamo capaci di costruire microprocessori piccolissimi, ma non siamo ancora capaci di costruire veicoli per il trasporto che non utilizzino il motore a scoppio.
Dobbiamo alzare la testa. Stiamo vivendo in un periodo strano, un periodo dove non si riesce a capire se ci sarà un futuro. Per rialzare la testa io comincio dalla televisione. La spengo. Quando non riesco a spegnerla, invece di guardarla guardo di nascosto le persone che mi stanno intorno. Vedo così una cosa orribile e, contemporaneamente, mi rendo conto di quanto tempo meraviglioso ho per parlare con le persone a cui voglio bene e di come posso riprendermi questo tempo che mi appartiene.