Sul traghetto di ritorno da Intra insieme a Luca. Abbiamo trascorso il pomeriggio a fare foto per il centro storico di Intra. Adesso è notte e mentre siamo sul traghetto mi viene in mente di provare a fotografare le luci che si cedono sulle coste del lago. Fotografo con scatti a lunga esposizione e mentre l’obiettivo è aperto muovo la macchina per cercare di formare dei disegni.
Quando successivamente farò l’editing di queste foto mi renderò conto che il colore in questo caso è fondamentale.
Ormai ho capito come si fa.
Fase 1: fare finta di scattare una foto ad un soggetto inanimato.
Inquadro una finestra, oppure un campanile, o qualsiasi altro soggetto che mi permetta di fingere di fare una fotografia. Nel frattempo guardo la persona a cui sono interessato e attendo il momento giusto.
Fase 2: fare finta di riguardare la foto (non) scattata al soggetto inanimato.
Abbasso la macchina, inquadro velocemente la persona e scatto fingendo di riguardare una foto fatta in precedenza. In questo modo se la persona mi stava osservando non dovrebbe accorgersi di nulla.
Fino ad ora ha sempre funzionato
Ho iniziato a camminare per le vie del centro storico di Monza con la macchina fotografica appesa al collo. Non avevo il coraggio di utilizzarla, avevo paura che la gente potesse infastidirsi vedendomi scattare foto in giro pensando che li volevo fotografare senza il loro consenso.
In effetti era proprio quello che volevo fare. Soltanto un mese prima avevo scoperto la street photography e me ne ero innamorato. Avevo deciso che non appena fossero terminate le limitazioni del periodo pandemico avrei fatto una gita in città per sperimentare con la mia macchina fotografica, una Lumix che fino a quel momento avevo utilizzato solamente per realizzare video.
Dopo un po mi faccio coraggio e scatto una foto fingendo di inquadrare una finestra. Cambio obiettivo per poter stare più lontano dai miei soggetti e limitare il rischio di essere scoperti. Funziona. Inizio a fotografare tutti. E’ fantastico!