Sedie, panchine, poltrone, posti a sedere privilegiati, curiosi luoghi di osservazione sulle coste e nell’entroterra pugliese
Piccoli sassi, piccoli angoli di scogli, piane di sabbia emerse con la bassa marea, ambienti fotografati in modo da sembrare grandi, non terrestri, spaziali
Gli scogli osservati da vicino per scoprire la loro natura affascinante che ricorda le ambientazioni della fantascienza
Il cuore batte lentamente nonostante la salita, e io seguo il suo ritmo facendo piccoli passi. Fino al prossimo tornante e poi torno indietro. Continuo a ripeterlo dopo ogni tornante perché le nuvole basse e le alte montagne tutte intorno sono commoventi, emozionanti, violente.
Come sempre cammino in direzione sconosciuta nonostante i cartelli, cartelli che io ignoro sistematicamente perché non voglio privarmi di nessuna sorpresa.
Una strada in terra battuta di recente realizzazione porta fino ad una cima dove si trovano alcune vecchie e malandate case in pietra e una cappella. Valeva la pena venire qui. Valeva la pena sfidare l’incertezza del tempo atmosferico.
Ogni due o tre settimane torno a casa a Laveno e rimango qualche giorno. Vado a trovare mamma, nonna, sorella, cognato, nipoti e amici. Diversamente dalle altre volte oggi prendo il traghetto per tornare in Valsesia.
Mi fermo a Fondotoce, Omegna, Brolo, Arola, Passo della Colma, Civiasco. E mi ritrovo a Varallo. Un viaggio bellissimo, senza orari, senza impegni, senza meta, solo il presente
Si deve lasciare la macchina in un parcheggio e poi salire a piedi per il sentiero. Dopo circa 20 minuti si arriva in paese. C’è la chiesa, l’oratorio, il lavatoio, la piazza con la fontana, una vista stupenda e un silenzio davvero affascinante. Non c’è nessuno.
Ho avuto la fortuna di venire qui durante una giornata piovosa e perfettamente invernale, con la foschia che copre le cime e l’aria amica di pochi.
Quando percorri la strada lungo la valle costeggi sempre il fiume. E ovunque ti trovi, se vedi un vecchio ponte, un guado o una qualsiasi possibilità di attraversare allora scendi subito dalla macchina e attraversa!
Giardini naturali, prati, angoli di bosco incantato, luoghi che sembrano quelli delle fiabe, gioielli della Valsesia che non possono essere scoperti se resti sul lato della strada provinciale.
Otra è un minuscolo paesino di case in pietra dove le strade sono sentieri e la piazza è un prato. Seguendo il sentiero principale, pochi metri dopo l’ultima casetta si arriva al ruscello. Lì vicino una amaca gigante fissata a 4 alberi dove ci si può sdraiare in 4 persone
Mi sono fermato in un punto difficile della strada provinciale della Valsesia, dove non c’è un’area di sosta, in prossimità di una curva pericolosa. Mi sono fermato perché nei giorni precedenti avevo notato un sentiero che sale sulla collina e mi sono chiesto dove potesse condurre. E’ un sentiero curioso, fatto di scale costruite con le pietre. Ma nelle vicinanze non ci sono zone dove si possa lasciare l’automobile e non ci sono nemmeno sentieri vicini che lo colleghino ai paesi vicini.
Dopo una decina di minuti di salita a piedi si scopre questa meraviglia: un santuario in mezzo al bosco. Incredibile.
Sono a Carcoforo, a 1300 metri sul livello del mare, il paese che segna la fine della strada percorribile in auto lungo la Val Sermenza, per poter proseguire occorre essere autorizzati.
E’ una giornata decisamente invernale e interessante. Nevica. Sono entrato nell’unico bar aperto a bere un caffè, mi sono seduto allo stesso tavolo in cui 2 dei 75 abitanti del paese stanno bevendo del vino rosso.
Questa notte mi ha svegliato un forte rumore che proveniva da fuori, erano circa le 02:00. Dalla finestra entrava una luce arancione. Mi sono alzato di scatto per guardare e ho visto la casa vicina in fiamme. Fiamme enormi che avvolgevano tutta la casa.
Mi sono vestito di corsa e sono sceso a vedere. Per strada ho incontrato l’inquilino del piano di sotto che aveva da poco chiamato i vigili del fuoco.
Questa mattina la casa è totalmente distrutta. Assurdo! Fortunatamente non ci sono state vittime.
Il 15 febbraio sono trascorsi 67 giorni dall’infarto e in questa giornata ho decretato la mia completa ripresa fisica. Oggi cammino a passo veloce coprendo una distanza di 7 chilometri senza interruzioni, e quando torno dal giro e arrivo a casa salgo velocemente le scale per raggiungere l’appartamento al quarto piano qui a Scopello in Valsesia.
Oggi volevo salire fino a Carcoforo, un comune di 70 abitanti a 1300 metri sul livello del mare. Purtroppo sono dovuto tornare indietro perché già a 600 metri aveva iniziato a nevicare e non mi sono fidato.
Sono arrivate finalmente le giornate invernali e la montagna mostra tutto il suo vero fascino in queste condizioni, secondo me molto di più che in una giornata di sole.
Sono seduto su una panchina all’ingresso della chiesa di San Lorenzo nella frazione Morca di Varallo. Attaccato alla chiesa c’è un piccolissimo cimitero dove si può leggere il nome di Giovanni Antonietti, soldato e cittadino nato nel 1831, marito e padre esemplare che riposa qui dal 1888.
Il confine tra la civiltà e la natura selvaggia, qui è vicinissimo. Superata la linea ci sono oltre 10 chilometri di cammino nel silenzio e nel frastuono della natura. Oltre 10 chilometri in linea d’aria, se si potesse andare sempre dritti. E continuando a camminare verso sud, dopo 14 chilometri si arriverebbe al confine opposto trovando Pray, un piccolo comune in provincia di Biella.
Oggi il cielo è decisamente più invernale e più affascinante.
Posto magico immerso nelle montagne che si alzano ripide in tutte direzioni. In questo periodo gli abitanti sono pochissimi, forse una decina. Anche qui il suono del fiume accompagna ogni istante. La strada che sale più in alto è chiusa a causa del ghiaccio.
Varallo è divisa in due dal Torrente Mastallone il quale affluisce, sempre a Varallo, nel fiume Sesia. Oggi sono qui in gita come un turista in questa graziosa cittadina della Valsesia. Ho preso la funivia per salire sul Sacro monte di Varallo e poi ho girato per il centro storico dove mi sono fermato a pranzo per mangiare una pizza.
E’ la prima volta da quando ho avuto l’infarto che cammino così intensamente. Sono contento, mi sento sempre meglio ogni giorno che passa.
Dalla finestra di casa si vede la montagna in cui si trova questo piccolo paesino
Parto sabato mattina molto presto e torno domenica sera. Ustica si trova a 40 chilometri dalla Sicilia e i collegamenti con l’aliscafo sono ridotti al minimo. Soltanto pianificando una gita di 2 giorni è possibile visitare la città, per cui prenoto una camera d’albergo, acquisto i biglietti e parto.
Non ci ho messo molto a vederle tutte, praticamente tutte! Ustica è un paese piccolo. Per le strade non ci sono macchine, non c’è disordine, non c’è sporcizia. E’ un piccolo paradiso.
La mia prima esperienza di mare in inverno